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Archeologia

L’Università di Sassari lavora da diversi anni nel settore della tutela e del recupero del patrimonio culturale, anche grazie al sostegno di enti finanziatori nazionali e internazionali.

Le attività UNISS spaziano dalla gestione dei siti archeologici allo sviluppo dei più alti standard professionali e delle best practice da implementare nel settore dell’archeologia e della gestione del patrimonio artistico-culturale.

Il Mediterraneo conosce oggi l’emergere di spinte irrazionali che anziché valorizzare le singole identità nazionali nell’ambito di un processo di integrazione e di libera convivenza hanno invece avviato pericolosi fenomeni di frantumazione degli Stati, inutili chiusure e dannosi isolazionismi. Sono i frutti amari dell’integralismo e dell’intolleranza che coinvolgono a pieno titolo anche le più evolute nazioni europee, dove spesso si affermano fenomeni di vero e proprio razzismo.

Appare ora evidente come il mondo arabo si sforzi di superare le eredità del colonialismo europeo lasciandosi alle spalle un passato che rischia di riprodursi in nuove forne di nazionalismo.

Abbbiamo tutti presenti i disagi che anche  ai nostri giorni caratterizzano gli spostamenti dei tanti immigrati africani che spesso clandestinamente si muovono su imbarcazioni pericolose e instabili dalla riva Sud del Mediterraneo verso un’Europa scintillante e desiderata, ma anche spesso insensibile e incapace di accogliere l’altro.

Oggi il tema è allora quello della conciliazione tra identità differenti, anche alla luce di veri e propri conflitti di civiltà stimolati dal terrorismo islamico jihadista ma anche da forti correnti di intolleranza strumentalmente alimentate in Europa. Si apre davanti a noi una nuova fase della storia del Mediterraneo, che è quella del dialogo e del multiculturalismo. Il recupero corretto della memoria del passato, del confronto tra culture, dell'incontro,  è allora il tema vero che abbiamo di fronte, una solidissima base su cui costruire un futuro fondato sul rispetto reciproco: vogliamo coinvolgere in questo progetto di rinnovamento le nuove generazioni europee e africane, con la speranza che ci siano reti di rapporti, luoghi di formazione, spazi di confronto sui quali costruire un futuro di pace.

In questo quadro le istituzioni universitarie, i centri di ricerca e le Agenzie e gli Istituti di tutela dei beni culturali che sono chiamati a dare stabilità e continuità alla nuova cooperazione prevista dai programmi europei 2014-2020.  

(estratto da un discorso del prof. Attilio Mastino, ex rettore e professore ordinario di Storia Romana)